L’Immacolata e fra Nicola

Dopo Gesù, la Madonna era l’altro Amore della vita di fra Nicola. Egli nutriva per la Vergine Maria, specialmente sotto il titolo di Immacolata, affetto e devozione di figlio sin dalla più tenera età, tanto che aveva scelto di fare la prima comunione l’8 dicembre 1896, festa dell’Immacolata. A ventotto anni aveva promesso di onorare la Madonna con il digiuno a pane e acqua di sabato, e da religioso recitava anche più volte al giorno, il santo rosario. La sua venerazione per la madre del Cristo si evidenziava anche con l’abitudine che fra Nicola aveva di affidare alla carta tutte quelle frasi che onoravano Maria. Ma la preghiera stava al primo posto, come confermano le parole di P. Federico da Baselga, all’epoca superiore dei cappuccini sardi: “Ogni mattino, quando alle ore quattro scendevo nella chiesetta per celebrare, scorgevo un’ombra che usciva dalla cappella dell’Immacolata, o si alzava davanti alla statua della Madonna della Consolazione, e si presentava in sacrestia per vestire l’anima di paramenti divini, per le mistiche nozze con Gesù Sacramentato. Era sempre fra Nicola! Le sue giornate, per non dire le sue veglie, perché io non so a quale ora di notte scendesse in chiesa, iniziavano con un sorriso materno di Maria, con una consacrazione all’Immacolata, con un saluto ed un’implorazione alla madre della Consolazione, e credo (non si poteva e non sarebbe d’altronde stato simpatico vegliare la pietà del fraticello), che tali giornate siano sempre state sigillate presso la Madonna. Per me, quindi, fra Nicola fu un autentico ricamo di Maria”. Si capisce così come non sia un caso che la Cappella dell’Immacolata, all’interno del Santuario di sant’Ignazio da Laconi, sia stata scelta quale degna dimora delle spoglie mortali di fra Nicola.